Chirurgia del carcinoma ovarico: nuove strategie

A Bergamo il 5 e 6 maggio 2011 si è tenuto  il congresso ‘Chirurgia del carcinoma ovarico: nuove strategie’, organizzato dalla Società Italiana di Chirurgia Ginecologica, presieduta da Luigi Frigerio, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia degli Ospedali Riuniti.

Tra i relatori anche il chirurgo americano Paul Sugarbaker, padre della innovativa tecnica chiamata Hipec (Hyperthermic intraperitoneal chemiotherapy), che prevede la somministrazione in sala operatoria, durante l’intervento di asportazione delle metastasi addominali, di una speciale chemioterapia che lava, a elevate temperature, le parti intaccate dal tumore.

Questa tecnica è stata recentemente introdotta agli Ospedali Riuniti di Bergamo, primo centro al mondo a stendere un protocollo per il trattamento degli stadi evolutivi avanzati delle neoplasie ovariche che hanno generato una carcinosi peritoneale, cioè la proliferazione di cellule metastatiche all’interno della membrana che riveste la parte interna dell’addome, chiamata peritoneo. I sei interventi eseguiti finora a Bergamo con questa tecnica hanno consentito un’asportazione ottimale della malattia. Ora si studierà il decorso post operatorio, ma ci si aspetta che la Hipec possa garantire prospettive di vita più elevate rispetto agli interventi classici seguiti da chemioterapia non intraoperatoria.

Il protocollo vede lavorare insieme la Chirurgia I, diretta da Luca Ansaloni, e la Ginecologia, guidata da Luigi Frigerio, direttori del corso, a cui parteciperanno i maggiori esperti nel trattamento del cancro alle ovaie.

Nell’area documenti del sito sono disponibili la singole presentazioni