NEWSLETTER SICHIG – Marzo 2014

Il dolore pelvico persistente è un aspetto rilevante della endometriosi che determina gravi sofferenze ed ostacoli a svolgere una normale vita lavorativa, affettiva e di relazione. Per approfondire questo importante aspetto la SICHIG  ha tenuto a Bergamo il 7-8 marzo il convegno nazionale su “Endometriosi: patologia, clinica ed impatto sociale”. Il contributo degli esperti e la testimonianza delle donne colpite da questa patologia ha offerto l’opportunità di analizzare le problematiche cliniche e le metodiche per indagare e curare una patologia subdola e invalidante. L’origine dell’endometriosi è complessa. Le teorie su quali siano le cause di questa patologia sono diverse. Una particolare predisposizione genetica sembrerebbe giocare un ruolo determinante nella sua insorgenza e le donne con parenti affette da endometriosi e fibromi dell’utero hanno un rischio più elevato di sviluppare la malattia. Alterazioni del sistema endocrino legate a una quantità eccessiva di estrogeni favoriscono la diffusione della malattia. Anche le modificazioni del sistema immunologico, come accade in chi assume farmaci immunosoppressori, dopo trapianto d’ organo, possono favorire la comparsa della patologia. L’ipotesi più accreditata riguarda la migrazione e l’impianto all’interno della cavità addominale  di ghiandole e tessuti  presenti nell’utero in seguito a mestruazione retrograda. La qualità di vita delle pazienti con endometriosi è severamente compromessa. Il dolore è il sintomo principale, ma spesso si associano sintomi intestinali, ginecologici, sessuali e del tratto urinario. La sindrome dolorosa pelvica produce una profonda ed intensa influenza sulla psiche e sulla qualità di vita, alterando il benessere psichico, le relazioni interpersonali,  la vita famigliare oltre che lavorativa e sociale. L’efficacia delle cure sulla sintomatologia dolorosa produce un miglioramento sia della qualità di vita e della vita sessuale. L’endometriosi è una condizione patologica fortemente invalidante che colpisce quasi esclusivamente le donne in età fertile. I due principali risvolti clinici sono il dolore pelvico e la sterilità. I farmaci utili per il trattamento del dolore pelvico da endometriosi presentano una importante efficacia terapeutica, ma sono spesso gravati da effetti collaterali che ne impediscono un impiego prolungato. I relatori del convegno hanno sottolineato che il trattamento del dolore pelvico da endometriosi deve essere necessariamente multidisciplinare. La rimozione chirurgica dei focolai di endometriosi ha un ruolo determinante per la risoluzione della sintomatologia dolorosa, in quanto elimina la causa stessa del dolore. Tuttavia in molti casi l’intervento chirurgico da solo non è sufficiente e diviene necessario un trattamento farmacologico mirato. Questo deve essere pianificato dopo un accurata valutazione specialistica, che prenda in esame la sintomatologia associata, l’intensità del dolore, la sua localizzazione ed il suo andamento nel tempo. Le cure devono essere personalizzate considerando gli aspetti medici, chirurgici ed emotivi che tengano conto dell’età e delle aspettative della donna e della coppia. La presenza delle associazioni di volontariato ha sottolineato la necessità di superare una visione frammentaria che separa gli aspetti umanistici da quelli tecnico-professionali. Non è facile misurare la qualità di vita che dipende in larga misura dalla comunicazione fra medico e paziente, fra paziente e famiglia, fra famiglia e team coinvolto nel progetto di cura. La SICHIG offre l’opportunità di accedere alle presentazioni svolte dagli esperti e dalle donne che hanno contribuito in modo decisivo al successo di questo convegno.

L. Frigerio

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